Osservatorio Grigno Tezze


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Chi Siamo

L'Osservatorio Grigno Tezze nasce nel 2007 dall'incontro tra Massimo Boso e Simone Meggio.
Il punto di unione è fin da subito la volontà di salvaguardare il territorio in cui vivono e la comunità di cui fanno parte. Problemi ambientali, mancanza di trasparenza nelle decisioni da parte delle istituzioni, problematiche soolevate dagli abitanti, queste le principali tematiche da affrontare.
Ben presto il duo diventa un piccolo gruppo che mette a disposizione dell'associazione il proprio tempo, la propria esperienza e lo spirito combattivo necessario per affrontare le varie sfide.
Ad oggi l'
Osservatorio Grigno Tezze è una associazione a tutti gli effetti e conta più di 100 soci sostenitori dopo soli 2 mesi dall'inizio dei tesseramenti.

In una zona come la Bassa Valsugana molto spesso dimenticata dalle istituzioni, il numero di persone insoddisfatte è in continuo aumento.

Dalla trafficatissima SS47, alle zone industriali spesso ampliate senza tener conto dei tipi di lavorazione svolti dalle aziende insediate, al totale disinteresse per la salute della comunità di alcune amministrazioni comunali, alle preoccupazioni per la qualità del territorio che rimarrà alle generazioni future, ai piccoli e grandi problemi quotidiani che colpiscono la comunità del Comune di Grigno in particolare... molte persone hanno la voglia e il diritto di esprimere le proprie preoccupazioni e le proprio proposte.
Questo è il nostro proposito. Osservare appunto, raccogliere idee, lamentele e proposte e fare da cassa di risonanza attraverso il dialogo con le istituzioni, attraverso la pubblicazione di articoli sui quotidiani trentini, e qualsiasi altro mezzo utile al raggiungimento dello scopo.

In questo periodo di crisi economica siamo consapevoli che la principale critica rivolta alla nostra associazione sarà l'accusa di ostacolare le possibilità di lavoro per le famiglie.
Dev'essere chiaro che il nostro intento è quello di monitorare le varie tipologie di insediamenti industriali e tentare di fermare la diffusione di lavoriazioni inquinanti a favore di
aziende più pulite e con migliori condizioni per i lavoratori.

Dalla foto da satellite qui a fianco risulta evidente lo squilibrio tra i due centri abitati (Grigno e Tezze) e la zona industriale. Da segnalare inoltre che l'immagine risale ad un anno fa; oggi l'area industriale è ulteriormente aumentata e si avvicina sempre più al centro abitato di Grgino, arrivando ormai a poche centinaia di metri dalle prime abitazioni.

A nostro avviso è giunto il momento di fermarsi, riflettere e valutare i reali vantaggi che alcune industrie possono portare alla comunità. Qual è il limite tra nuovi posti di lavoro e nuove fonti di inquinamento e deturpamento della vallata?

E' il momento di prendere atto della situazione attuale e farne tesoro per evitare di commettere gli errori commessi in passato.

L'ipotesi di insediare uno stabilimento per la produzione di intonaci premiscelati e malte secche in zona cave a Grigno è un esempio lampante.
Uno stabilimento con silos di circa 30 metri, sollevamento di poveri, traffico di mezzi pesanti (al momento già presente per il trasporto dei materiali astratti dalla cava, ma installando un'azienda simile ci si assicura un traffico che continuerà anche dopo l'esaurimento della cava stessa)... Tutto questo in cambio di alcuni posti di lavoro (sicuramente meno di 20).


Siamo decisamente stufi di accettare tutto quello che ci viene calato dall'alto delle istituzioni. In un'area in cui sono già presenti una zincheria, uno stabilimento per la lavorazione di materie plastiche, una delle più grandi discariche dell'intera Valsugana e ben 4 cave nel raggio di 10 km, ci sembra davvero assurdo non valutare il tipo di lavorazione dei nuovi insediamenti.


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